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IEPA IEDOC IEPAV IEDISS

L’attività dello IEPAV è indirizzata a:  

  • Diagnosi e trattamento dei disturbi dell’equilibrio;
  • Diagnosi e trattamento dell’acufene;
  • Disturbi d’ansia, Depressione, in associazione a disturbi dell’equilibrio o all’acufene.    

Oggetto dell'intervento sono sia adulti che adolescenti. 

Per saperne di più:

 
I disturbi emotivi/psichiatrici associati a disturbi dell’equilibrio.
 
Studi epidemiologici e clinici hanno mostrato una significativa associazione (11%) tra i disturbi emotivi/psichiatrici, in particolare i disturbi d’ansia, e i disturbi dell’equilibrio. Questi quadri clinici possono avere diversi tipi di relazione tra loro: 1) i disturbi dell’equilibrio possono causare un disturbo d’ansia (circa 33% dei casi); 2) un disturbo d’ansia può causare i sintomi di disequilibrio/instabilità (circa 33% dei casi); 3) i disturbi dell’equilibrio possono riacutizzare un preesistente disturbo d’ansia (circa 34% dei casi). 
 
Qualche esempio...
  • Le persone affette da disturbi dell’equilibrio, sia cronici come la Sindrome di Meniere, sia transitori come la semplice neurite vestibolare (“labirintite”), sperimentano sensazioni di instabilità e/o vertigine che persistono per un certo periodo dopo una perdita acuta di funzionalità vestibolare. Queste sensazioni aumentano nelle condizioni di scarsa illuminazione e in tutte le situazioni in cui sia richiesta una buona coordinazione dei movimenti della testa e degli occhi e in cui il soggetto debba gestire numerosi e non prevedibili stimoli visivi, come nei centri commerciali, piazze o su mezzi di trasporto in movimento. In molte persone queste sensazioni sono fonte di marcato disagio, ansia e preoccupazione e possono indurre all’evitamento delle situazioni che le provocano fino a strutturare dei veri e propri disturbi d’ansia con condotte fobiche che limitano in modo rilevante l’autonomia personale. A loro volta, l’evitamento delle attività quotidiane e l’incremento dei livelli di ansia ostacolano i meccanismi di compenso del sistema dell’equilibrio interferendo con il recupero funzionale e determinando la persistenza della sensazione di instabilità.  
  • Nell’ambito di diversi disturbi d’ansia possono comparire sintomi di disequilibrio/vertiginosi anche in assenza di patologie conclamate del sistema dell’equilibrio. Ad esempio, molti soggetti con Disturbo di Panico (DP) con Agorafobia lamentano sensazioni di instabilità nelle diverse situazioni agorafobiche (centri commerciali, mezzi di trasporto, piazze, percorsi a piedi) e mostrano, con specifici esami strumentali, anomalie sub-cliniche del funzionamento del sistema dell’equilibrio e un peggiore controllo posturale in presenza di stimoli visivi in movimento nel campo visivo periferico. Il nostro gruppo di lavoro negli ultimi anni ha pubblicato diversi studi sperimentali su tale argomento. Il mancato riconoscimento di tali caratteristiche può spiegare una parte delle risposte terapeutiche non soddisfacenti nei pazienti con DP, poiché la persistenza dei sintomi di instabilità alimenta l’ansia anticipatoria e l’evitamento fobico impedendo la remissione completa del disturbo d’ansia. Inoltre, la presenza di vertigine e senso di svenimento concomitante ad evitamento agorafobico sembrano essere eventi predittivi indipendenti per lo sviluppo di vertigine cronica.

Gli studi scientifici fino ad ora condotti suggeriscono che meccanismi comuni siano implicati nella fisiopatologia di molte condizioni cliniche caratterizzate dalla co-presenza di sintomi d’ansia/emotivi e di disequilibrio. Pertanto un accurato inquadramento diagnostico e un percorso terapeutico integrato aumentano le possibilità di successo terapeutico in questo campo, come mostrato in diversi studi sperimentali.

 
I disturbi emotivi/psichiatrici associati all’acufene.
I disturbi dell’apparato uditivo sono spesso associati a disturbi psico-emotivi determinati dalla compromissione della funzionalità della persona e dalle difficoltà di adattamento a tali cambiamenti. Una delle patologie più complesse e tuttora in corso di studio è l’acufene (tinnitus) (prevalenza nella popolazione: 10%-15%). L’acufene è un rumore di diversa natura (fruscio, fischio, ronzio) che viene percepito dall’orecchio senza la presenza di una reale fonte esterna. Accanto a possibili cause mediche, circa il 60% dei casi di acufene è definito come idiopatico, cioè senza una causa organica riconoscibile, ed è stato ipotizzato che fattori psicologici/emotivi possano avere un ruolo scatenante e/o di mantenimento di questa condizione. Indipendentemente dalla sua origine, il 40-60% dei soggetti con acufene sviluppa depressione e il 45% disturbi d’ansia, con rilevante interferenza sulla qualità di vita. A loro volta questi stati emotivi ostacolano i meccanismi di abituazione e di adattamento all’acufene stesso favorendone la cronicizzazione.
Le linee guida più recenti suggeriscono l’utilità di un trattamento integrato per tale disturbo che includa una valutazione otorinolaringoiatrica per quantificare l’acufene, per indagarne le eventuali cause e strutturare l’utilizzo di presidi sonori, una valutazione psichiatrica per quantificare la presenza di sintomi ansiosi e/o depressivi, l’utilizzo di tecniche psicologiche di tipo cognitivo-comportamentale e di eventuali trattamenti farmacologici mirati a migliorare lo stato di ansia e il tono dell’umore.                                
 
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